Album Reviews

Be Forest – Knocturne

Written by Futurismi

Tra drappi neri e pesanti tendaggi si manifesta un colpo secco alla porta: è “Knocturne”, il nuovo album dei Be Forest, trio pesarese post punk/dream pop dall’afflato internazionale e cosmopolita, qui alla loro terza prova su lunga distanza. Costanza Delle Rose (voce, basso), Erica Terenzi (voce, batterie) e Nicola Lampredi (chitarra) con il loro ultimo album, licenziato come i precedenti da We Were Never Being Boring, ci regalano un oscuro scrutare tra il palco e l’abisso, sospeso tra riverberi shoegaze, atmosfere ipnotiche e visioni lynchiane. Siamo di fronte ad un piccolo gioiellino oscuro realizzato da uno dei più validi gruppi della scena indipendente italiana di area post punk, quella che ha il suo meritato riconoscimento anche all’estero.

Questa volta il master del disco è stato affidato a Josh Bonati, il quale aveva già lavorato in precedenza anche con David Lynch, Mac DeMarco e Zola Jesus. Il risultato è un album notturno in cui la luce dream pop trova il suo contraltare nel buio più profondo degli abissi, come un ripiegamento nel proprio intimo che riesce ad evocare interessanti e mai banali chiaroscuri tra lampi fulminei. Non a caso, in “Bengala” esclamano “I’m waiting myself hidden somewhere in my heart”. Ed è proprio nello spazio tra il sipario e la luce che improvvisamente illumina la scena che “Knocture” può prendere magicamente forma: una riuscita amalgama tra Cure e Slowdive che mantiene sempre la propria personalità.

I Be Forest si muovono a loro agio tra percussioni incalzanti e una sensibilità melodica alla Cocteau Twins. Si ascolti a riguardo l’onirica “Gemini”, secondo singolo dell’album. Non mancano richiami ad un post punk anni Ottanta evanescente e malinconico, come si può ascoltare in “K” e nell’ispirata e avvolgente “Sigfrido”. Quest’ultimo è un brano che non avrebbe sfigurato nemmeno nella colonna sonora di Twin Peaks. Il finale con la delicata “You, Nothing” apre a nuove e interessanti possibilità per il trio pesarese, chiudendo il cerchio di uno dei migliori album realizzati in questa prima parte dell’anno in Italia.

Tracklist:

  1. Atto I
  2. Empty Space
  3. Gemini
  4. K
  5. Sigfrido
  6. Atto II
  7. Bengala
  8. Fragment
  9. You, Nothing

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