Album Reviews

Breathing Problem – Bed Of Sex, Pit Of Tar

Written by Futurismi

Ultimo e straordinario lavoro per il combo power electronics capitanato da Rusty Kelley, uscito in tape e doppio LP, la prima uscita in vinile nella storia dei Breathing Problem, che vantano tuttavia una ricca discografia su cassetta, prevalentemente autoprodotta. Da sempre dediti al power electronics più violento, non troppo distante dall’harsh noise wall più massiccio (è nota la sua fissazione quasi ossessiva per i serial killer) e sempre ben dettagliato, grazie anche a una meticolosa ricerca nel lavoro sui samples, con questo “Bed Of Sex, Pit Of Tar” la musica di Breathing Problem si stacca in maniera abbastanza netta – ma non totale – da quanto fatto in passato, sia per ciò che riguarda lo stile musicale che il concept.

Il cambiamento stilistico è quasi radicale: dall’harsh noise ruvido che contraddistingueva le precedenti release Breathing Problem abbraccia un industrial marziale e cadenzato, ricco di campioni vocali carichi di riverbero e urla dal tono impetuoso e militare, dal chiaro sapore industrial degli anni Novanta, che a volte lascia spazio ad ampie parti di synth wave scuro e avvolgente. Anche dal punto di vista concettuale il progetto compie una sterzata profonda, virando verso un tema romantico e dal sentimentalismo scuro e intenso: una nota interessante se si considera che oltre Kelley, attualmente, il progetto annovera anche la sua partner Emelia McKay, autrice di tutti i samples presenti sulla release. Emotivamente pesante, concettualmente profondo e musicalmente penetrante, “Bed Of Sex, Pit Of Tar” risulta essere un album non facile né a un primo ascolto, né a diversi ascolti successivi.

La componente sessuale, fisica e aggressiva, fa da padrona negli incastri tra pattern industrial, tappeti di ambient prevalentemente low-fi e bordate di power electronics che si intrecciano poeticamente e sinuosamente tra loro, dando origine a intrecci che non potranno lasciare indifferenti e da cui emergono ansie, paure, emozioni e dolori degli artisti, portati fuori nel loro stato più puro ed estatico nella maniera più cruda, persino quando essi si incanalano in dialoghi tremanti, grida ossessive e persino samples sessuali, probabilmente ripresi direttamente dai rapporti tra i due, segnale della genuina spontaneità  e crudezza di questo album.

Si tratta probabilmente di uno degli album della scena industriale contenutisticamente più spesso degli ultimi anni e, allo stesso momento (e forse proprio per questo motivo), tra i più passati inosservati dalla “scena”. Un disco difficile ma davvero pregno di contenuti, non per tutti i momenti, da assaporare goccia per goccia, nota per nota nei momenti più catartici – quando il proprio letto è freddo e vuoto o, viceversa, riscaldati dal calore del proprio o della propria amante.


Last and awesome work for the power electronics combo headed by Rusty Kelley, released on tape and 2LP, first vinyl output in the history of Breathing Problem, who however boast a wide discography on tape, mainly self produced. The combo has been always dedicated to a more violent power electronics with heavy drifts of harsh noise wall (is well known the Kelley’s almost obsessive fixation for serial killers) but always well detailed and conceived, thanks to a accurate research in the sampling work too; however, with this “Bed Of Sex, Pit Of Tar” the Breathing Problem’s music departs pretty clearly – nevertheless not totally – from what they did in the past, for both musical style and lyrical concept.

Stylistic change is almost radical: from the raw harsh noise which marked out the previous releases, Breathing Problem embraces now a martial and rythmed industrial, with lot of reverbered vocal samples as well as impetuous and militar shouts which clearly reminds of the industrial from the Ninties, leaving space enough to some dark and capitivating synth wave patterns. Also from the conceptual perspective the project shows a deep swerve and turns toward a romantic topic, with a dark and intense sentimentalism: an interesting note if you consider that, beside Kelley, the project includes also his partner Emelia McKay, author of all samples on the release. Emotionally intense, conceptually deep and musically penetrating, “Bed of sex, pit of tar” is definitely not an easy-listening album, neither at the first listen, nor with the following.

The sexual component, physical and aggressive, dominates the jointure between industrial pattern, mainly low-fi ambient carpets and broadsides of power electronics, which weave themselves with poetry and sensuality, creating interlaces of sound emotionally full, from which emerge artists’ fears and anxieties, emotions and pains, brought outside in their most pure and ecstatic state and in the rawest way, even when they channel themselves in feeble dialogues, obsessed shouts and sexual samples, probably recorded straight off their relations, a clue of the spontaneity and rawness of this album.

It’s probably  one of the most contentual pregnant album of the industrial scene in the last years and, at the same moment (and probably because of that), one of less considered from the “scene”. An hard album but with deep contents, not for every moment, to be tasted slowly, note after note in the most cathartic moments – when the own bed is cold and empty or, instead, comforted by the warmth of the own lover.

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Futurismi

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