Album

Dj Richard – Grind

Written by Futurismi

Grind è il disco di debutto di Dj Richard, producer nativo del Rhode Island ma ora residente a Berlino. Negli ultimi cinque anni DJ Richard ha fatto parlare di sé nel mondo dell’elettronica più interessante e controcorrente. Coofondatore della label newyorkese White Material, Dj Richard, dopo il suo trasferimento in Europa, rilascia il 14 settembre 2015 il suo primo full-length per Dial Records. Il lavoro è ispirato al mai dimenticato scenario del Rhode Island e al suo confine tra la civiltà e l’oceano. La stessa copertina mostra una foto in bianco e nero del Claiborne Pell Newport Bridge, intravisto dagli alberi di un solitario bosco in inverno. Per l’artista, il confine diventa una sorta di metafora che accompagna tutto il lavoro: da brani come Savage Coast, in cui ondate di synth sembrano ripiegarsi l’uno sull’altro nello scenario di spiagge elettroniche virtuali, sino Waiting for the Green Flash e I-Mir. I titoli di questi ultimi due brani sono ispirati al fenomeno ottico del raggio verde, un sottile strato luminoso verde-azzurro che dura pochi istanti, visibile al tramonto nelle giornate estive sul confine tra l’acqua e il cielo.
Il lavoro sembra essere impregnato di un’aura di malinconia per il luogo natio, una riflessione sulla nostalgia di casa e sulla distanza. Si ascolti, a riguardo, un brano come Screes Of Grey Craig, sospeso tra vibranti pulsazioni techno e atmosfere melanconiche. Per certi versi, però, Grind sembra spostare il suono di Dj Richard verso sonorità più mitteleuropee che americane, pur mantenendo le sue radici in un suono alla L.I.E.S., ad esempio con un brano perfettamente bilanciato e a fuoco come Nighthawk.
Se episodi analogici molto riusciti, come ad esempio Bane, sono un tripudio di arpeggi sintetici che aprono a scenari minimal synth riletti in chiave techno, non mancano momenti più cupi e oscuri come la traccia d’apertura No Balance (che ricorda un po’ un suono alla Prurient) e la già citata coppia Waiting for the Green Flash e I-Mir. Quest’ultimo brano in particolare è forse la traccia più interessante del lavoro, densa, oscura techno con venature post industriali, come onde nere che lambiscono una spiaggia di notte, prima di sfociare negli sprazzi di luce all’alba che emergono dall’ambient di Ejected. Siamo in presenza sicuramente di uno dei migliori lavori d’esordio del 2015.

 

Grind is Dj Richard’s debut album; born in Rhode Island, the producer now lives in Berlin. During the last five years, dj Richard made a name for himself within the electronic scene, thanks to his always interesting and ‘out of the box’ works. Cofounder of the New Yorker label White Material, he released his first full-length through Dial Records on september 14th, after moving to Europe. The record takes its inspiration from the never forgotten Rhode Island scenario, and from its nature in between the ocean and civilization, starting from the cover: a black and white picture of Claiborne Pell Newport Bridge, shot through a lone woods, in winter. The boundary line is the artist’s metaphor which chaperons the listener through the whole work: from tracks such as Savage Coast, where synths’ waves crash over virtual electro-beaches, to Waiting for the Green Flash and I-Mir. These last two songs’ titles come from the optical phenomenon called Green Ray: a thin green-blue light ray which lasts only a few moments, where the water meets the sky at sunset.
An aura of melancholy runs through the whole record, probably coming from the artist’s birth-place. A perfect example is the song Screes of Grey Craig, hanging between resonant techno heartbeats and melancholic atmospheres. In a way, Grind seems to push Dj Richard’s sound towards more european sonorities, even though there is always a little bit of L.I.E.S. within this release, especially in tracks such as Nighthawk. If analog parts are definitely very well made, as in Bane where arpeggios’ blazes give way to minimal synths’ landscapes, there still are darker moments, such as the opening track No Balance (its sound recalls Prurient a little bit) and the aforementioned couple Green Flash/I-Mir. This last track is maybe the whole record’s most interesting track: thick, dark techno with post-industrial veins running through it, as black waves crashing on the beach at night, just before Ejected’s dawn’s sun-rays come along. One of the best 2015’s releases, that’s what we have before us.

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