Album Reviews

Donato Epiro – Rubisco

Written by Futurismi

Donato Epiro con il suo nuovo album, Rubisco, ci consegna un ispirato affresco per immaginare la fine della vita sul pianeta. È interessante il fatto che il suo lavoro esca ora, proprio nel momento in cui la Nasa s’interroga sulla possibile presenza di vita su altri mondi, magari attorno alla stella Trappist-1 recentemente scoperta dagli scienziati. Il titolo stesso dell’album è l’abbreviazione di “ribulosio-bisfosfato carbossilasi”, enzima necessario per l’ecosistema terrestre. Del resto, Epiro, oltre ad essere anche la metà del duo Cannibal Movie, è un biologo.

La copertina del lavoro, uscito in vinile per la londinese Loopy, suggerisce uno scenario da dopo bomba, in cui l’essere umano brilla per la propria assenza. Tutto il lavoro sembra suggerire una tensione tra la fine della vita come noi la conosciamo e la rinascita futura del pianeta, tra gli scarti e le rovine lasciati dalla nostra specie. Noi umani, a differenza di altri animali, possiamo immaginare la rinascita della Terra a partire dalla nostra possibile, forse imminente, estinzione futura. Si pensi a tracce come “Nuovo linguaggio” e “Luce assente” dove piccoli frammenti di voci umane appaiono come fantasmatiche registrazioni del passato, oramai relegate sullo sfondo.

Rubisco si discosta dalla tribal-psichedelia del precedente album, “Fiume Nero”, per virare verso lidi più vicini alla nuova elettronica nordica (si pensi a label come Northern Electronics e Posh Isolation) e verso scenari più distopici-sci-fi tratteggiati da ansiogeno future-dub e (neo)illbient, tra Roly Porter e Age Coin, qui immersi in derive dark ambient (“Nuovo linguaggio”). Il brano “Ombra Marina” è rappresentativo di questa nuova direzione. Per molti versi, siamo alla presenza di un album più maturo, in linea con le attuali ricerche in campo internazionale, ma vicino anche a sonorità italiane in ambito elettronico/post-industrial (Nerva, Deison/Mingle, ecc).

Epiro qui si libera anche dalle catene di certa library music anni Settanta, già ampiamente sfruttata e, ammettiamolo pure, orami ridotta a un cliché buono solo per nostalgici hipsters dalla barba incolta. Il risultato è di un album molto sfaccettato in cui possiamo immaginare cose sconosciute che si muovono nel buio, immerse in un field recording post-industriale (“Luce assente”) o nelle altrettanto oscure profondità marine (“Scilla”).

Rubisco è un ottimo lavoro, notevolmente a fuoco, capace di aprire immaginari squarci temporali che illuminano l’essenza della vita umana, la quale prende il suo significato solo dalla propria fine.

About the author

Futurismi

Leave a Comment