Label Pit

FUTURISMI Label Pit // Veleno Viola

Written by Futurismi

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Protagonista del secondo episodio di Label Pit è la Veleno Viola di Francesco Baudazzi aka Violet Poison (che abbiamo già intervistato in passato qui), artista che non ha bisogno di molte presentazioni. Con all’attivo tre album, molti progetti paralleli (Obtane, Bakunin Commando, Diana Berti) ed EP usciti su alcune delle migliori label sperimentali, Francesco ci parla della sua nuova Veleno Viola e ci regala un mix con moltissime tracce unreleased.

 Ciao Francesco, come e perché hai deciso di fondare la Veleno Viola?

Ciao. Veleno Viola è nata l’anno scorso, sulle ceneri di Violet Poison Records, la label che condividevo con Shapednoise. A differenza di quella, Veleno Viola abbandona l’immaginario thriller/giallo/horror e il suono più propriamente industrial/noise per dare spazio ad un suono più stilisticamente legato agli anni ’80, sebbene in una forma nuova, di rivisitazione. Ho deciso di fondarla non tanto per far uscire le mie produzioni ma per dare spazio a nuovi artisti, molti dei quali sono alla loro prima uscita. Questo, per me, è motivo di grande soddisfazione.

Durante la tua carriera artistica sei sempre stato legato a label da te fondate ma a differenza della Zooloft, nata dalla collaborazione con Giorgio Gigli, e della Violet Poison, fondata con Shapednoise, la Veleno Viola è la prima in cui sei totalmente autonomo. Come ci si sente a gestire da soli un’etichetta discografica?

Non è facile gestire autonomamente una label ma una buona distribuzione aiuta molto. Anche affidarsi a loro nella tempistica delle release è importante. Con 5 release l’anno, per esempio, sei sicuro di non soffocare il mercato e far sì che ci sia un minimo di respiro tra una release e l’altra. Il disco deve fare il suo decorso, diciamo così. L’audience si potrebbe stancare facilmente, escono veramente troppe cose e tutte insieme. Il fatto positivo del gestire una label in autonomia è che puoi far uscire quello che vuoi, cosa che non potresti fare con un partner, anche se costruire e condividere qualcosa insieme a qualcuno sia bellissimo.

Salta sicuramente all’occhio il logo della label come molto interessanti sono anche gli artwork dei dischi. Quanto conta la parte grafica all’interno di una label? C’è qualche aneddoto a riguardo?

Aneddoti particolari per ora non ce ne sono, anche se il coltello del logo sembra uscito da Dressed To Kill di Paul Schrader. L’immaginario, come ti dicevo, è tipicamente anni ’80. Per gli artwork non c’è un’idea grafica precisa, mi piace che ogni artista proponga le sue idee e che si rifacciano alla sua musica. La parte grafica per me è importante, anche se non ha un ruolo poi così primario. Diciamo che il focus principale è comunque la parte audio.

Riguardo gli artisti che escono sulla Veleno Viola, come nasce la collaborazione con loro? Oltre alla musica c’è qualche altro aspetto che conta per te in un producer che fa un disco per la tua label? Il rapporto rimane di tipo professionale o ti piace approfondire la conoscenza anche a livello umano?

Con alcuni il primo contatto nasce su Soundcloud, lì si trovano sempre artisti molto bravi e sconosciuti. Con altri nasce tutto dopo una serata o magari perchè sono amici di qualcuno che conosco. Il rapporto, più che professionale, nel senso aziendale del termine, è più familiare e assolutamente umano, non freddo. Mi piace metterli a loro agio, senza pressarli. Non stiamo parlando solo di un vinile con delle tracce incise, c’è molto di più. La maggior parte di loro sono diventati ottimi amici o comunque persone con cui può nascere un’ottima amicizia, persone con cui puoi parlare di tutti gli argomenti e, ogni tanto, abbandonarti anche a riflessioni più profonde.      

 I primi due dischi usciti su Veleno Viola (Violet Poison – Absence Generator e Black Tears – The Long Decline) sono caratterizzati da sonorità industrial-noise mentre quello di Mace vira decisamente in una direzione EBM. Come si muoverà in futuro la Veleno Viola? Quali saranno le nuove uscite?

La label si muoverà tra l’EBM, la techno in chiave EBM e un Industrial più ritmico che noise. Ci sarà anche spazio per cose ambient anni ’80 e minimal electronics. Le prossime uscite saranno Konkurs (Blush Response e Sarin), con questo progetto EBM-techno con venature cyberpunk e Monica Hits The Ground, con un EP Industrial con sonorità a cavallo tra la fine degli anni ’80 e i primi anni ’90.

Parliamo del mix che hai fatto per noi. Cosa ci dobbiamo aspettare?

Un’ora di EBM techno con venature acid, minimal-wave e new-beat. Ho suonato le release più ballabili che usciranno su Veleno Viola. Tracce di Drvg Cvltvre, Konkurs, Gaja, Blush Response, Sarin, Celldöd e nuovi artisti come Unhuman, Alvar, Local Prisons, Victym e Brxsdale.

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