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Psycho Kinder – The Psycho Kinder Tapes

Written by Futurismi

Psycho Kinder è il progetto del marchigiano Alessandro Camilletti, il quale accompagnandosi di volta in volta a diversi musicisti, da connotati musicali (derivati da una linea new wave minimale dall’animo punk) alle sue spoken words dal chiaro intento sociale, ma non politico. Partito con il singolo omonimo nel 2011, il Nostro presenta nel 2012 l’EP Democratice Ipocrisie e nel 2014 l’album di debutto Il Tramonto Dell’Evidente; ora torna sotto Alienated Records/Fonetica Meccanica con il secondo capitolo The Psycho Kinder Tapes, lavoro qui recensito, il quale vede l’apporto di Ali Salvioni dei Settore Giada, Giovanni Leonardi dei Siegfried, Miro Snejdr dei Death In June, Ludovico Padovan dei Wand Wulz, Michele Caserta dei The Rabbit Hole e Giorgio Mozzicafreddo.
La linea di riferimento rimane quella del passato, tra tendenze alla Offlaga Disco Pax e CCCP, sia a livello vocale che di modus operandi, anche se in realtà il substrato sonoro sembra essere più legato a certe tendenze post rock e kraut rielaborate in un’elettronica minimale ed algida. dove compaiono anche chitarre ora desolate e malinconiche, ora più all’insegna del riff in loop; al contrario di molti episodi del genere, qui la parola ha rilevanza primaria, venendo anche prima del suono stesso, il quale fa da scenografia per la recitazione ermetica, spesso legata al flusso di coscienza, portata avanti da Camilletti.
Prendere singoli episodi in esame per spiegare questo disco non è facile, poiché l’album funziona in modo davvero sensato solo se vissuto nella sua unità e nel suo flusso, ma questo non vuol dire che i brani siano uno copia dell’altro; per esempio la iniziale Stato Di Violenza offre linee di synth unite a campionamenti vocali di Heidegger, evolvendo poi in un pulsante brano dal balletto elettronico ritmato dove Camilletti offre le sue disgustate considerazioni, mentre Psycho Kinder mostra un’anima più evocativa ed oscura, coadiuvata da una ritmica incalzante e da suoni robotici estremamente minimali.
With Usura si apre con un ritmo sincopato, presto raggiunto da suoni di piano e dal campionamento vocale di Ezra Pound, il quale recita il Canto XLV tratto dai suoi Cantos; esso poi scopre cori onirici in un crescendo evocativo che dona enfasi pregnante a quella che evidentemente non vuole essere solo una canzone. Viaggio Allucinato riprende l’elettronica più concitata, con tendenze quasi EBM e synth dal groove trascinante, sulla quale la voce di Camilletti trova perfetta collocazione; ecco allora chitarre dal gusto rock, le quali completano il crescendo strutturato dalla drum machine in 4/4.
Come detto solo l’ascolto personale da vera giustizia a questo lavoro, il quale denota una certa maturità continuando senza inversioni di tendenza (non richieste) lo stile del disco precedente, ma con un songwriting più sicuro ed orientato, dove la musica si sposa al meglio con le intenzioni liriche del Nostro; senza vergogna le proprie esigenze e pulsioni artistiche vengono seguite, in un lavoro che non faticherà a trovare spazio sulla scena alternativa italiana, e forse non solo.

 


 

Psycho Kinder is the project by Italian musician Alessandro Camilletti, who is helped by different musicians in giving a minimal new wave/punk infused musical landscape to his social (but not political) and existential driven spoken words. He started with a single with the same name of the project in 2011, than he published the Democratice Ipocrisie EP in 2012 and in 2014 the debut album Il Tramonto Dell’Evidente. Now he returns under the label Alienated Records/Fonetica Meccanica with the sophomore album The Psycho Kinder Tapes, which we are going to review, where he is helped by Ali Salvioni from Settore Giada, Giovanni Leonardi from Siegfried, Miro Snejdr from Death In June, Ludovico Padovan from Wand Wulz, Michele Caserta from The Rabbit Hole and Giorgio Mozzicafreddo.
His modus operandi is the same of the past, with some vocal and stylistic elements similar to Offlaga Disco Pax and CCCP, but with a musical substrate with very clear post punk and kraut rock influences revisited in minimal and cold electronic music, where even melancholic guitars, some times in loop, some times riff-driven, have their place. Unlike many numbers in this genre here the music comes after the words, which are taken from a scenography for Camilletti’s hermetic performance usually linked to the stream of consciousness technique.
Reviewing single tracks from this work is no easy task, because it works coherently only when experienced as a unit and a single flux, but it doesn’t mean that they are a carbon copy to each other. For example the first song Stato Di Violenza gives us synth lines fused with Heidegger’s speech samples, evolving then in a beat driven and rhythmic electronic ballet where Camilletti gives us his words full of scorn, while Psycho Kinder shows a darker and evocative soul, assisted by a strong rhythm and really minimal robotic sounds.
With Usura starts with a syncopated rhythm soon followed by piano keys and Ezra Pound voice reciting his Canto’s Canto XLV. We have afterwards an evocative crescendo with oniric choruses, which gives a string emphasis to what wants to be more than a mere song. Viaggio Allucinato uses again the more direct and energic kind of electronic music with proto-EBM movements and groove-driven synths, upon which Camilletti layers his voice perfectly; then rock guitars complete the 4/4 drum machine driven crescendo.
Just as said before, only the personal listening experience can give real justice to this work, which shows us maturity without any turn over (something we never asked for) from the style of the last album, but at the same time gives us a more focused and strong songwriting where the music is perfectly linked with the artist’s lyrics. His artistic tendencies and needs are followed without any shame in a work that will have no problem in finding its place in the Italian and foreign alternative scene.

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