EP

Room 506 – Drop Out

Written by Futurismi

Dopo mesi di estenuante attesa, una delle più belle unreleased del set di Michael Wollenhaupt, aka Ancient Methods, alla Boiler Room Berlin di fine febbraio scorso è finalmente uscita. Dal sound si era già ampiamente intuito che si trattava di un prodotto della psiche di Michael, e così è stato, anche se questa volta attraverso un suo nuovo alias, quello di “Room 506”. Questa uscita, dal nome “Drop Out”, è composta da due tracce: il lato A contenente quella che dà il nome all’Ep, citata poche righe più in alto, e “Red Embers” nel lato B, meno conosciuta, ma non per questo meno rilevante della precedente.
Il sound che caratterizza questo EP e il nuovo alias di Mr Ancient Methods non si discosta eccessivamente dalla sua interpretazione della techno, anche se possiamo notare alcune diverse sfumature ascoltandolo nel dettaglio. Il suo approccio è sempre stato quello di un’industrial techno che affonda le radici e trae linfa dall’EBM e dall’industrial degli anni 80, raggiungendo un sound raffinato ed elegante anche quando tocca i suoi apici di violenza, caratterizzato da una ritmica zoppicante che spesso ricorda una marcia militare, un suo marchio di fabbrica. L’immaginario che l’artista evoca nelle sue produzioni è quello di un ipotetico passato, un Medioevo scuro, inquietante, e “ferroso”; anche in questo Ep siamo catapultati a forza in questo scenario, anche se il sound del suo nuovo alias sembra essere un po’ meno violento e ruvido rispetto ad altre sue precedenti uscite, specialmente rispetto ai “metodi” partoriti dalla sua etichetta.
La prima traccia (lato A), “Drop Out”, una delle tracce più hypate e attese dell’anno, è caratterizzata da un vocal femminile estrapolato da “Chelsea Girl” di Nico (cioè Christa Päffgen), datata 1967, e da una bassline industriale molto coinvolgente. Questa traccia, che probabilmente diventerà un classico di questi anni, evoca un ventaglio di emozioni che possiamo provare a riassumere con l’espressione “malinconia euforica”: una traccia molto intima ma allo stesso tempo da dancefloor , da ballare ad occhi chiusi, con un sorriso stampato sul viso difficile da trattenere.
Anche nel lato B, con l’unica traccia di nome “Red Embers” è presente una voce femminile, una sorta di cantilena in francese, e in tedesco nella parte finale, accompagnata da una melodia ipnotica arrangiata prima da una chitarra latina e poi da un piano. Questa traccia è molto evocativa e proietta l’ascoltatore in un luogo remoto dello spaziotempo, e sembra raccontargli una lunga storia antica ormai dimenticata. Anche questa traccia si presta bene al contesto dancefloor, è molto ballabile, con un bel kick pieno, profondo e non particolarmente distorto.
In definitiva, questo Ep conferma la qualità del percorso musicale di Michael (come canta Nico in Chelsea Girl, “Room 506, it’s enough to make you sick”), che con le sfumature dei suoi ultimi lavori sta regalando ai posteri un’unica ed inimitabile interpretazione di un genere come la techno, con una progressiva innovazione che spesso in questo contesto è difficile da trovare.

 

 

After a long wait, one of the best unreleased tracks from Michael Wollenhaupt’s (aka Ancient Methods) Boiler Room Berlin in February is finally out. The sound already suggested Michael’s inimitable style, although this time it was through a new alias, “Room 506”. This release, named “Drop Out”, is composed of two tracks: the A side is the title track, while Red Embers, less known but still impactful, is the B side.
The sound of this EP and the new alias (which hopefully he will further develop in due course) doesn’t differ too much from his previous techno, although we can notice some different shades with a deeper listen. His approach to techno has always been pretty industrial, taking roots in EBM and 80’s loudness, reaching a fine and elegant sound even with the most violent peaks, characterised by his trademark, precise rhythmic force that recalls military marching. What we see in his production is something like a hypothetical past, close to a medieval one; dark, frightening and ferrous. In this EP we enter again into this aesthetic, although Room 506 is less violent and raw than previous releases, especially the first “methods” from his label.
The first track on the A side, Drop Out, one of the most hyped of 2015, comes up with a female vocal, sampled from the timeless Nico’s “Chelsea Girl” (1967) and a really captivating industrial bassline. This track, with the potential to be an instant classic, recalls feelings that I will try to sum up as “euphoric melancholy”: intimate but also a practical dance tune, able to hold you on the floor with an authentic smile.
We have female vocals on the B side as well: Red Embers sings some kind of French/German lullaby, combined with a hypnotic melody arranged with a Latin guitar and a piano. This track is really evocative and pitches the listener in a remote part of the space-time continuum, telling a long forgotten ancient tale. With his full and deep kick, not really distorted, Red Embers is a good dance tune as well. To sum up, this EP confirms the quality of Michael’s musical path (as Nico sings in Chelsea Girl, “Room 506, it’s enough to make you sick”), who’s giving us a unique techno interpretation marked by progressive innovation, which lately hasn’t been all easy to find.

 

 

 

 

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