EP

The Soft Moon Deeper Remixed Vol. 1

Written by Futurismi

Una nuova cultura del remix si sta facendo strada nell’ambito di quello che viene definito, forse riduttivamente, techno industrial, con una forte capacità di attrazione per sottoculture alternative convergenti. Ad esempio, nei lavori di Ancient Methods l’artista è capace di esemplificare dei percorsi musicali e stilistici con le sue scelte significative: da Nico ai The Soft Moon, passando per i Bourbonese Qualk e i Wolfsheim. Nei suoi lavori è il frammento sonoro a costruire la base per ritmiche mutanti che non hanno paura di stravolgere il brano. Se il campionamento della voce di Nico, nel suo lavoro a nome Room 506, si poteva considerare un remix, lo era perché rileggeva (o meglio remixava) lo spirito di una sottocultura d’appartenenza (l’eco di una certa storia della musica) in una pura “old school way” sincretista che scardinava e ridefiniva anche i confini della techno.

In questa logica si muove tutto il progetto di remix di Deeper da parte degli artisti che ruotano attorno alla label berlinese aufnahme + wiedergabe. Un disco, realizzato il 5 febbraio 2016 in collaborazione con Captured Tracks, capace di far emergere, da frammenti e campionamenti sparsi, delle tracce che sono delle bordate soniche che iniettano adrenalina nella visione dark dell’artista americano, pur non snaturando per nulla la sua visione oscura e pessimista. È il caso della lettura di Far che fa Blush Response, caricando con un selvaggio battito techno industriale la paranoia metropolitana di Luis Vasquez, accelerando oltre misura sino al catartico finale, in cui la voce torna chiaramente distinguibile mente esclama “To escape myself”. Codex Empire remixa Whitout lavorando, invece, sulla pesantezza di un maglio che da sfogo ad una inumana danza tribale, con la voce di Vasquez campionata che continua a ripetere “Without you in my heart”.

Cambiando lato, ci troviamo di fronte alla sintetica techno di Phase Fatale che rilegge con il suo stile diretto il brano Desertion, tra acidi rave berlinesi e una drum machine che corre velocissima. Il finale è affidato ad Ancient Methods che, anche qui, da un’ottima prova con la sua versione di Being, in cui si rallenta la battuta e viene messo in primo piano il campionamento utilizzato nel brano originale “I don’t know who I am. What is this place? I don’t know where I am”. In quest’ultimo remix emerge di più la struttura del brano originario, pur riletta attraverso le riconoscibili ritmiche alla Ancient Methods, qui molto sulla scia dell’ultimo lavoro realizzato per la Hands Records.

Il primo volume di remix di Deeper raggiunge il suo scopo, introiettando la paura e la paranoia metropolitana della perdita d’identità, messe in scena nel disco originale, in una visione “ur-techno” originaria, selvaggia e catartica che si fa specchio dell’alienazione contemporanea, inoculandoci però anche un vaccino contro le brutture di un presente opprimente e alienante.


A new remix culture is spreading on what some call, probably oversimplifying it, techno-industrial. This new trend has the power to attract alternative subcultures. Ancient Methods, for instance, is able to exemplify in his works musical and stylistic paths through meaningful choices: from Nico to the Soft Moon, passing through Bourbonese Qualk and Wolfsheim. In his production mutant rhythms, built upon sound’s fragments are not afraid of flustering the tracks. Nico’s vocals sampling in Room 506 could be treated as a remix, because reworked (or, better, remixed) the sense of a certain subculture (the echoes of a particular music history) in a truly old-school, syncretistic way, redefining the boundaries of techno.

Deeper’s remixes by the artists gravitating around berlin label aufnahme + wiedergabe follows pretty much the same logic. A record released on february 5th 2016, together with Captured Tracks, which brings out tracks sounding as adrenaline shots, able to obscure the american artist’s dark view, yet leaving room for the artist’s dark and pessimistic approach. An example is Blush Response’ remix of Far, where a brutal, techno industrial beat redefines Luis Vasquez’s metropolitan paranoia, rushing madly towards the climax and to the cathartic end, when the voice comes back shouting detectably “To escape myself”. Codex Empire remixes Without, working instead on the heaviness of a power hammer eventually venting into an inhuman tribal dance, where you can hear Vasquez’s voice repeating “Without you in my heart” over and over again.

Flipping the record, Phase Fatale’s synthetic-techno is there to welcome us. The artist’s direct-style is noticeable in Desertion‘s remix, between berliner rave acids and a super-fast drum machine. Ancient Methods’ version of Being closes the record, with a slower rhythm and the use of the original track’s vocals sample “I don’t know who I am. What is this place? I don’t know where I am”. In this last remix the song’s original structure emerges, even though re-interpreted according to Ancient Methods’ rhythmic scheme.

Deeper’s first remix-volume is able to introject the original record’s fear and metropolitan paranoia into a “ur-techno” vision which evokes contemporary alienation, at the same time injecting us a dose of vaccine against an overwhelming and alienating present.

Tracklist:

A1. Desertion (Phase Fatale Remix)

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Futurismi

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